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Cybertruck di Tesla

Il Cybertruck di Tesla arriverà in Europa? Tra normative e compatibilità il futuro è incerto

Il Cybertruck di Tesla arriverà in Europa? Tra normative e compatibilità il futuro è incerto. Il pickup elettrico di Elon Musk ha suscitato grande interesse anche nel vecchio continente, ma l’omologazione potrebbe essere molto complessa. Vediamo quali sono gli ostacoli normativi e tecnici che ne renderebbero difficile la commercializzazione.

Presentato nel 2019, il Cybertruck di Tesla ha da subito attirato l’attenzione mediatica grazie al suo design futuristico e spigoloso che replica le forme di un vero e proprio veicolo corazzato. Nonostante sia pensato per il mercato statunitense, dove i pickup sono molto diffusi, l’interesse internazionale è alto. Ma il cammino per vederlo circolare sulle strade europee appare irto di ostacoli. 

In primis ci sono i problemi legati alla sicurezza e alla compatibilità con le normative UE che tutelano i pedoni. La forma a spigoli vivi del Cybertruck mal si concilia con quanto previsto dalle direttive sui requisiti di sicurezza. Inoltre, il peso e le dimensioni del pickup di Palo Alto potrebbero richiedere una patente di categoria superiore per poterlo guidare.

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Sul fronte della ricarica poi il Cybertruck presenta uno standard NACS non compatibile con le colonnine europee, il che comporterebbe costi di adattamento probabilmente troppo onerosi per Tesla. Infine, rimane il nodo di come rendere appetibile un veicolo di tali dimensioni sulle strade del vecchio continente, più anguste rispetto alle highway americane.

Insomma, tra questioni di sicurezza, limitazioni tecniche e dubbi sull’effettiva domanda in Europa, la strada per vedere il pickup del futuro di Musk sui mercati del vecchio continente rimane decisamente in salita. Servirebbe una volontà chiara da parte di Tesla di investire nell’omologazione e nell’adattamento alle realtà locali.

Le difficoltà di omologazione in Europa: Cybertruck di Tesla

Per poter essere venduto sul mercato europeo, il Cybertruck dovrebbe ottenere l’omologazione da parte dell’Unione Europea. Si tratta di un processo lungo e costoso che implica il rispetto di numerosi standard di sicurezza, emissioni e compatibilità tecnica. 

Oltre ai già citati problemi legati al design ed al peso, il pickup di Tesla potrebbe non superare i crash test previsti dall’Euro NCAP, l’ente che si occupa di valutare la sicurezza delle auto in Europa. La scocca in acciaio del Cybertruck è molto rigida e quindi meno adatta ad assorbire l’impatto in caso d’incidente.

Le vendite di pickup in Europa: un mercato di nicchia

Anche ammesso che Tesla decidesse di affrontare tutte le spese per rendere il Cybertruck conforme alle normative, rimarrebbe il problema di come collocarlo in un mercato di nicchia come quello europeo. I pickup non fanno parte della cultura automobilistica del vecchio continente, dove vengono preferiti SUV e crossover.

Secondo i dati ACEA, nel 2020 in Europa sono stati venduti solo poco più di 53.000 pickup, una quota miniatura rispetto alle immatricolazioni totali. Per Tesla puntare su volumi così esigui potrebbe non avere molto senso dal punto di vista economico.

Il futuro: una versione più “europea” – Cybertruck di Tesla

Per ovviare a queste problematiche, in futuro non è escluso che Tesla possa sviluppare una variante del Cybertruck più compatibile con il mercato europeo.

“Una versione dal design meno estremo, con forme più arrotondate e motorizzazioni con emissioni ridotte. Già in passato altre case automobilistiche hanno proposto modelli “regionali” per aumentare le vendite.”

Staff Autolife24

Chissà, quindi, che tra qualche anno anche gli automobilisti europei possano effettivamente vedere il pickup del futuro di Elon Musk sulle strade del vecchio continente, anche se in una versione più “addomesticata”. Tesla ha abituato il mondo automotive a continui colpi di scena.

Pensieri finali

Il Cybertruck ha certamente colpito l’immaginario collettivo grazie al suo design futuristico e all’inconfondibile impronta hi-tech di Tesla. Ma tra conferme ufficiali sull’export in Europa e vetture già consegnate al di fuori degli USA c’è ancora molta strada da fare. 

Normative stringenti sulla sicurezza e compatibilità della ricarica rappresentano ostacoli non banali da superare. E anche immaginando che Tesla decida di investire per ottenere le necessarie omologazioni, rimarrebbe il problema di come vendere in numero sufficiente un veicolo dalle dimensioni così imponenti in un mercato di nicchia come quello europeo dei pickup. 

I sogni di guida di molti europei affascinati dal Cybertruck potrebbero quindi essere (parzialmente) esauditi con l’arrivo di un modello dalle forme più morbide e motori meno assetati. Del resto Tesla ci ha abituati a continui colpi di scena, quindi mai dire mai. L’unica certezza è che l’interesse nei confronti di questo pickup del futuro è altissimo anche oltre oceano.

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